Testo della Via Crucis

Pubblicato giorno 13 marzo 2020 - Covid-19, In home page, Novità e riflessioni

Il testo della Via Crucis che normalmente preghiamo il venerdì alle 18 nella nostra chiesa. In questo modo sarà possibile pregarla anche restando a casa:

 

Preghiamo: Signore, donaci di camminare con te lungo la via della Croce, affinché contemplando il tuo amore per noi, possiamo aprire il nostro cuore ai fratelli ed alle sorelle. Amen.

I Stazione: Gesù è condannato a morte

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (18,33-38)

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose: “Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?”. Pilato disse: “Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?”. Rispose Gesù: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Gli dice Pilato: “Che cos’è la verità?”.

Uno di fronte all’altro i due re: Pilato con la sua illusione di potere e Cristo, vero re dell’universo che ha scelto di essere sottomesso al giudizio di questo mondo. Ora sembra che la verità e la giustizia siano schiacciate dal potere degli uomini, ma al termine di questo percorso, quando Cristo con la sua croce aprirà i Cieli, allora giustizia e pace si baceranno per il bene dell’umanità.

Stabat Mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.

II Stazione: Gesù è caricato della croce

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Matteo (27,27-31)

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto,intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: “Salve, re dei Giudei!”. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo

Inizia la grande marcia trionfale del vero re: Cristo deriso ed oltraggiato, percosso e caricato della croce, manifesta il suo vero potere. Lì dove la cecità umana vede solo un servo sfigurato il cui aspetto non è più d’uomo, il Signore manifesta il suo potere di misericordia. L’amore di Dio si fa tangibile, anzi si lascia frustare e ferire per manifestarsi al mondo.

Cuius animam gementem,
contrístatam et dolentem,
pertransivit gladius.

 

III Stazione: Gesù cade per la prima volta

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Salmo 145 (14-17)

Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa

e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.

Tu apri la tua mano

e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie

e buono in tutte le sue opere.

 

Quel Dio che sostiene i vacillanti e rialza i caduti, cade a terra Lui stesso. La Sua discesa dai Cieli si spinge fino al punto più basso per mostrare la Sua giustizia e la Sua bontà. Questo è il tempo opportuno in cui il Signore ci dona il nutrimento di cui abbiamo bisogno, in cui Egli stesso si fa per noi pane di vita eterna.

O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
Mater Unigeniti!

 

IV Stazione: Gesù incontra sua madre

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Nella croce l’amore di Dio è trasbordante e riempie l’umanità: la Chiesa nascente si fonda sull’accogliersi reciproco della madre e del discepolo, frutto del dono d’amore del Cristo. Anche le nostre comunità si realizzano pienamente nel momento in cui vivono l’accoglienza e si lasciano accompagnare dalla tenerezza di Dio.

Quae moerebat et dolebat
Pia Mater, dum videbat
Nati poenas incliti.

 

 

V Stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco (14,21)

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

La passione d’amore di Cristo è coinvolgente e ci invita a prendervi parte. L’incontro con Cristo sofferente spinge all’azione, chiama alla solidarietà. Su questa condivisione d’amore nasce e si fonda la Chiesa, famiglia di credenti che vivono nel quotidiano l’incontro con il Signore.

Quis est homo qui non fleret,
Matrem Chisti si videret
in tanto supplicio?

 

 

VI Stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Libro dei Numeri (6, 22-27)

Il Signore parlò a Mosè e disse: “Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:

Ti benedica il Signore

e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto

e ti conceda pace”.

Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”.

 

Ecco il volto di Dio, quel volto che dona pace e benedizione: è il volto del Cristo sofferente. Come a Veronica, anche a noi è donata la possibilità di ammirare questo volto di Dio, di contemplarlo nei piccoli e negli esclusi. Questo volto d’amore ci conduce alla gioia più piena ed alla vita eterna.

Quis non posset contristari,
Christi Matrem contemplari
dolentem cum Filio?

 

 

VII Stazione: Gesù cade per la seconda volta

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Salmo 62 (4-6)

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,

per abbatterlo tutti insieme

come un muro cadente,

come un recinto che crolla?

Tramano solo di precipitarlo dall’alto,

godono della menzogna.

Con la bocca benedicono,

nel loro intimo maledicono.

Solo in Dio riposa l’anima mia:

da lui la mia speranza.

 

Tutti si scagliano contro il servo sofferente, lo abbattono e lo riducono a nulla, eppure Egli continua a vivere nella speranza. Queste cadute non portano alla rovina, ma alla gloria, per Cristo e per noi. Sono la menzogna e l’ipocrisia a crollare di fronte all’amore di Dio che si fa sofferente per noi, per sollevarci alla Sua grandezza.

Pro peccatis suae gentis
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.

 

 

VIII Stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca (23,27-31)

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.

Cristo è il legno verde, che porta in sé la linfa vitale: senza di Lui ogni cuore rimane sterile. Il Signore come una madre piena d’amore viene a nutrirci della sua vita divina perché anche noi possiamo passare dal pianto e dal lutto alla gioia perfetta della Pasqua.

Vidit suum dulcem Natum,
moriendo desolatum,
dum emísit spiritum.

 

IX Stazione: Gesù cade per la terza volta

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dagli Atti degli Apostoli (22,6-10)

Paolo disse: Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti”. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi allora: “Che devo fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia”.

Nella caduta di Gesù già possiamo vedere i frutti di vita e di amore che da essa derivano. La caduta di Cristo non è per la rovina, ma per la salvezza e così sarà per la caduta di Paolo. Il Signore cade per farci rialzare, affinché possiamo camminare nella luce del Suo amore.

Eia, Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.

 

X Stazione: Gesù è spogliato delle vesti

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,23-24)

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. Così si compiva la Scrittura, che dice:
Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte
. 

Cristo è spogliato di tutto, non solo della Sua divinità, ma anche della Sua umanità. Eppure proprio ora si manifesta la grandezza d’amore di Gesù, il Suo sacerdozio regale che porta il sacrificio perfetto per la salvezza del mondo. Gli abiti sono tolti e spartiti, ma il manto splendente della misericordia di Dio ricopre tutta l’umanità.

Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.

 

XI Stazione: Gesù è inchiodato sulla croce

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca (23,33-34)

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Crocifissione e misericordia sono legate strettamente. I chiodi non scalfiscono l’amore ed il desiderio di perdono che caratterizzano il Signore. Alzando lo sguardo al crocifisso, nel buio di questo mondo, siamo riempiti della luce che risplende dal volto misericordioso.

Sancta Mater, istud agas,
crucifixi fige plagas
cordi meo valide.

 

XII Stazione: Gesù muore sulla croce

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

erati,

 

Dal Vangelo secondo  Marco (15,33-37)

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: “ Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?“. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Ecco, chiama Elia!”. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere , dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere”. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Nel grido di Cristo riecheggia il dolore del parto di una vita nuova. Cristo ci apre la via all’incontro con il Padre che non ci abbandona, ma ci chiama alla vita. Il grido di Cristo squarcia il cielo per far piovere su tutti noi la misericordia di Dio.

 

Tui nati vulnerati,
tam dignati pro me pati,
poenas mecum divide

 

XIII Stazione: Gesù è deposto dalla croce

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Marco (15,42-45)

Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.

Dopo il grido di Cristo, il mondo si riempie di silenzio. Sembra che tutto sia concluso, che la speranza stessa penda dalla croce. Ma qui si manifesta il coraggio del credente: il gesto di compassione e d’amore di Giuseppe d’Arimatea illumina già ora la sepoltura di Cristo di un amore che non è finito, ma che è stato spezzato per essere condiviso.

Fac me tecum pie flere,
crucifixo condolere,
donec ego vixero.

 

XIV Stazione: Gesù è deposto nel sepolcro

C:Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo

T: Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Matteo (27,59-61)

Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

Anche noi, come le donne vogliamo sederci di fronte alla tomba di Cristo. Lo facciamo con la sofferenza di chi si rende conto che tutto è perduto, ma anche con l’irragionevole speranza di chi sa che la logica di Dio è sempre diversa. Noi crediamo che la grande pietra non chiuderà per sempre il sepolcro ed attendiamo con gioia il manifestarsi della misericordia del Padre.

Iuxta Crucem tecum stare,
et me tibi socíare
in planctu desidero.

Quando corpus morietur,
fac ut animae donetur
paradisi gloria.
Amen.

 

 

Preghiamo: Signore, il mistero della Tua passione che abbiamo contemplato ci accompagni nel cammino della nostra vita, affinché possiamo giungere con Te alla gloria della Risurrezione. Amen.

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