In questa Quarta Domenica di Avvento, il Vangelo ci invita a guardare a Giuseppe, un uomo giusto, silenzioso, capace di speranza concreta. Si è trovato dentro una storia che, almeno all’inizio, ha capito poco. Ma, nonostante la confusione e la difficoltà del momento, Giuseppe, al risveglio, non discute, né rimanda e… “ fece come gli aveva ordinato l’angelo”.
Giuseppe vive una fedeltà silenziosa alla speranza e ci parla con i fatti: ascolta, accoglie, agisce e custodisce. Nella sua decisione di non tirarsi indietro, Giuseppe ci ricorda che la speranza non è attendere passivamente che tutto vada a posto, ma è scegliere di esserci, di stare, di accompagnare, di proteggere.
E questa è anche la sfida di noi adulti scout: coltivare una speranza solida, che non si limita a desiderare, ma che si traduce in responsabilità, fedeltà, cura. Vogliamo provare ad essere testimoni di speranza, riconoscendo con lucidità e umiltà le nostre responsabilità personali e di gruppo, rimanendo in piedi anche quando la strada si fa difficile, quando i piani saltano, quando il futuro non è più come ce lo si era immaginato. La parola che abbiamo pensato possa accompagnarci in questi ultimi giorni prima del Natale è: “CUSTODIRE”.
Come Giuseppe, anche noi siamo chiamati a essere custodi di speranza nella vita quotidiana e nel servizio.
