A cura del Consiglio Pastorale Parrocchiale
La quinta domenica di Quaresima ci avvicina ormai alla Pasqua e ci invita a guardare con sincerità dentro il nostro cuore.
Il Vangelo (**) di quest’ oggi ci aiuta a capire il senso della penitenza.
Anche nella nostra vita, a volte, ci sono situazioni che sembrano come un sepolcro: pensieri negativi, abitudini sbagliate, ferite, egoismi, rancori che ci tengono chiusi dentro noi stessi.
Spesso pensiamo che ormai sia troppo tardi per cambiare.
La penitenza invece è proprio il momento in cui lasciamo che Gesù si avvicini a queste “tombe” della nostra vita. È il coraggio di togliere la pietra, di riconoscere ciò che ci tiene prigionieri, e di ascoltare la Sua voce che ci chiama a uscire.
Pentirsi non è un gesto di debolezza e di tristezza, ma è un gesto di fiducia. Significa credere che Gesù può ridare vita anche a ciò che dentro di noi sembra “morto”.
La penitenza non è semplicemente rinunciare a qualcosa o sentirsi in colpa per i propri errori. È soprattutto il coraggio di riconoscere le nostre fragilità e il desiderio di ricominciare. La penitenza non è un momento …la penitenza è un “cammino” verso la Vita Vera.
In questi ultimi giorni prima della Pasqua possiamo provare a prenderci qualche impegno concreto: compiere un gesto di riconciliazione verso qualcuno con cui c’è distanza, con cui c’è stato un litigio, un rancore. Possiamo provare ad impegnarci dall’esprimere giudizi gratuiti e dalle critiche facili. Possiamo provare ad aiutare qualcuno che è nel bisogno. Possiamo dedicare un po’ più di tempo alla preghiera e magari trovare anche il tempo per confessarci.
Sono i piccoli gesti quotidiani che ci consentono di sentire la voce di Cristo cha anche a noi dice “Vieni fuori!!” per vivere nella libertà e nella gioia.
(**) Vangelo della resurrezione di Lazzaro
