Scuola della Parola 10.11.15

Pubblicato giorno 10 novembre 2015 - Scuola della Parola - Abramo

Iniziamo oggi l’analisi del brano della “legatura” d’Isacco. Un brano di una grande bellezza letteraria e di una notevole profondità religiosa.

Qui il foglietto di questa sera:

Scuola della Parola 10.11.web

Un brano tratto dal Midrash sul dialogo tra Dio ed Abramo:

«E disse: prendi, deh! tuo figlio» (ivi, 2).

disse Rabbi Shimeon bar Abba: «la particella, “na’ ” (“deh”), indica sempre preghiera».

Sì potrebbe fare un parallelo con un re mortale che abbia dovuto sostenere molte guerre e che avesse un eroe che riusciva vittorioso in tutte. Di lì a un dato tempo, fu necessario sostenere una  difficile battaglia; allora il re disse a quell’eroe: «per favore, resisti anche in questa, affinché non si dica che anche le precedenti vittorie non avevano reale consistenza».

Analogamente il Santo, benedetto Egli sia, disse ad Abramo: «ti ho sottoposto a molte prove e le hai superate tutte; ora supera anche questa, affinché non si dica: anche le prime vittorie non avevano consistenza».

«Tuo figlio» (ivi).

Disse Abramo: – «Io ho due figli».

«Il tuo unico» (ivi).

Ma l’uno è «unico» per sua madre e l’altro è «unico» per la sua

«Quello che ami» (ivi).

Signore del mondo! c’è forse un limite negli affetti più intimi? io li amo entrambi.

«Isacco» (ivi).

E tutta questa gradazione, perché? perché la sua mente non si smarrisse.

Tratto da: R. Pacifici. Midrashim, fatti e personaggi biblici, Marietti 1986

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